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martedì 6 settembre 2011

IPNOSI

Quanta confusione su questa parola “ipnosi”, di cosa si tratta e quanto può essere utile?

Molte persone sono fuorviate da come vengono rappresentati gli spettacoli ipnotici, che appunto sono SPETTACOLI, non applicazioni pratiche.

In realtà l’ipnosi è qualcosa che viviamo comunemente e che fa parte della vita di ciascuno di noi, anche se spesso non ne siamo completamente coscienti o inconsapevoli.
Quando si parla di ipnosi e di auto-ipnosi si parla di stati di trance, cioè di stati di coscienza alternativi e di massima attivazione della mente.

Normalmente abbiamo quattro stati di coscienza : SONNO – VEGLIA- IPNOSI- COMA.
Da tempo immemorabile gli uomini usano la lampara per rendere catalettici i pesci e poterli catturare facilmente, i serpenti affascinano le loro prede fissando su di esse lo sguardo ecc.
Riti magici,suoni ritmati,danze propiziatorie inducono, all’alba dei tempi gli uomini in stato di trance ipnotica per il raggiungimento dei loro obiettivi ed il potenziamento delle loro risorse.

Nella vita di tutti i giorni, quante volte quando siamo concentrati su un problema, su una situazione da risolvere o stiamo vivendo emozioni particolarmente piacevoli e capita che perdiamo il contato con il mondo esterno?
Il tempo passa senza che ce ne accorgiamo, una persona può entrare nella stanza in cui siamo e non la sentiamo neppure, ci ritroviamo in luoghi in cui siamo abituati a recarci quando dovevamo andare da tutt’altra parte mentre guidiamo la nostra macchina.

Tutti questi sono esempi che ogni essere umano ha vissuto almeno una volta nella vita, e che indicano che la trance è presente in ogni giornata che viviamo.
Ma anche senza addentrarci in profondità in questo sistema di potenziamento mentale che si usa con grande profitto anche nello sport, ciò che dovete sapere, è che la pubblicità moderna  sfrutta ampiamente meccanismi ipnotici e di ancoraggio (tecnica di Mental training) nell’intento di creare mono-idee condizionanti nel consumatore.

Se tutto ciò non bastasse, lo sapevi che NOI siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più?
In altre parole, ciò che sto dicendoti è che le cinque persone che ti sono più vicine nella vita di tutti i giorni ti ipnotizzano in maniera inconsapevole, e creano la tua personalità. Ovviamente tu fai lo stesso con loro.
Questo però significa che se vuoi dimagrire, tanto per fare un esempio, e frequenti persone sovrappeso sarà molto più difficile farlo,  persino i tuoi amici hanno il 10 % in più di “ingrassare”.
Cambiamo discorso, era solo un esempio: vuoi prendere in mano la tua vita essendo proattivo?  Cioè agire invece che lamentarti? Ebbene se frequenti persone che sanno solo lamentarsi e non agiscono sarà molto difficile farlo.
Vuoi diventare un campione? Un vincente? Se frequenti persone che ti dicono di lasciar stare che non ne vale la pena, che tanto non c’è la farai. Be, sarà molto più difficile farlo.

Con questo cosa voglio dire?
Semplicemente che la consapevolezza ancora una volta ti può aiutare.
Puoi smettere di frequentare certe persone. Non puoi farlo? Ok, ma sei consapevole che giorno dopo giorno sei sottoposto ad ipnosi che saranno depotenzianti e quindi puoi correre ai ripari ascoltando ipnosi contrarie. Come? Leggendo, ascoltando, guardando video costruttivi, frequentando persone che la pensano come te e che possono motivarti. Un mentore, dei mentori.

Un Coach che ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi.

lunedì 18 luglio 2011

Inside-out Giorgio Nardone 2

Continuando sull’intervento di Giorgio Nardone, spesso alla ricerca della “felicità”, usiamo metodi sbagliati o inutili. In altre parole cerchiamo nel posto sbagliato, essere consapevoli di questo aspetto ci può dare una grossa mano, come sempre la consapevolezza è la base per progredire, per migliorare per trasformare per cambiare.
Sono stato colpito da una metafora che Giorgio ha usato: un signore (che chiameremo Mario) ha perso la sua chiave di casa, e la cerca sotto alla luce di un lampione. La ricerca però, sembra vana ed inutile. Dopo un po’ di tempo un altro signore gentile, chiede a Mario cosa stia cercando. Al che Mario risponde: la chiave di casa. Allora il sig. gentile, si associa alla ricerca, cosi che sono in due a cercarla, però la ricerca risulta vana. Ad un certo punto il sig. chiede a Mario: ma è sicuro di averla persa qua sotto il lampione? Al che Mario dice no, l’ho persa laggiù, ma laggiù è troppo buio per cercarla.

Siamo NOI artefici del nostro destino, nel bene e nel male, che questo ci piaccia oppure no. Personalmente questa cosa mi piace molto. Ciò ci rende, oltre che creato, creatori. Creatori del nostro destino. D’altra parte si legge: “ siamo fatti a immagine di Dio”. Ognuno tragga poi le proprie conclusioni, qui non voglio entrare nel merito delle religioni o della religiosità. Per chi volesse approfondire, consiglierei di leggere “Conversazioni con Dio” di  Neale Donald Walsch.
Conversazioni con Dio - I Tre Dialoghi in un Unico VolumeDa non perdere
Un'altra cosa che mi ha colpito è che le persone si dividono in due gruppi:
1)      coloro che sono travolti dai sensi
2)       coloro che sono travolti dai pensieri.

Inoltre ci sono quattro percezioni di base:
1)      Paura: questo ci limita
2)      Rabbia: questa ci annebbia
3)      Dolore: questo ci blocca
4)      Piacere: questo ci travolge

Facciamo un esempio, quello della paura.
Se ho paura di una certa cosa, la evito in tutti i modi, cosi rimango nella mia zona di confort e sto bene. Ma cosa succederà la prossima volta che troverò quella cosa o quella situazione? Ne avrò ancora più paura. Sarà sempre peggio. Tentare di controllarla non serve a molto,  chiedere aiuto non serve perche avrò sempre bisogno di appoggio e aiuto, e quando non c’è? Paura.
L’unica cosa che serve è affrontarla e affrontarla finche non è più un problema. Oppure subirla e rimanere “limitati” a vita.
E questo che vogliamo? Dipende da noi.

La “felicità” è personale, non dipende dagli altri ma dipende solo da noi. Però non funziona se non è condivisa. In altre parole se non riesco a rendere felice un'altra persona NON posso essere “felice”IO.

Altra cosa importante: “la felicità non si misura dalle cose che hai, si misura dalle cose a cui puoi rinunciare”.
Questo personalmente mi fa molto riflettere.

Continueremo domani

lunedì 20 giugno 2011

Riflessioni di una sera di mezza estate!

Stasera mi sono chiesto a cosa serve un blog? E la mia riposta è stata ha mettere per iscritto alcuni tuoi pensieri. Di che tipo? Quelli che escono, quelli che senti, quando senti di dover scrivere.
Scrivere. Scrivere è molto diverso da pensare, è molto diverso da dire. Scrivere ti dà un'altra consapevolezza. Senti di dover scrivere e metti giù idee di getto e non sei tu a pensarle, è quello che ti viene e ciò che arriva dal tuo inconscio. E ciò che hai dentro e non ci può più stare, deve uscire.
Considerazioni che getti sulla tastiera, considerazioni che hai bisogno di espandere. Cosa vuol dire espandere? E quello che ho scritto e quello che esce; non lo so.
Ma stasera dopo aver “vissuto” il presente, si dopo aver goduto della sincronia del fare e immaginare, dello stato di fluo, dove tutto è perfetto, dopo aver assaporato il gusto della sconfitta e della vittoria, dopo aver ringraziato per quello che hai e per quello che non hai, dopo aver capito che non puoi godere delle vittorie se non provi le sconfitte. Che non puoi apprezzare il sole se non provi il buio. Stasera che mi sono sentito giovane e vecchio, felice e infelice, stasera che ho goduto della musica e del cibo e del vino. Che ho apprezzato cose che si danno per scontate. Stasera, serata particolare dove tutti i nodi vengono al pettine. Dove capisci che ci sono solo due sentimenti che puoi apprezzare o temere: paura e amore. Amore e paura. E che non c’è nulla che si discosti da ciò, che tutto il resto sono solo sottoprodotti di queste due variabili. Nella vita hai paura o ami, hai paura o provi amore. Tutto ciò che è difesa che è protezione è paura, tutto ciò che è crescita che è espansione è amore. Possiamo solo crescere espanderci o proteggerci. Possiamo solo crescere o chiuderci. Non c’è altro, non esiste altro. Ieri, oggi, domani. Non esiste ieri non esiste domani. Esiste solo ora, adesso. Sincronia. Il segreto è vivere, vivere il momento vivere l’attimo. Apprezzare, le piccole cose della vita, che piccole non sono. Il momento presente tutto ciò che è, tutto ciò che conta. E se le cose non accadono per caso? Certo che non accadono per caso! Ogni cosa ha uno scopo. Crescere, espanderci, allargarci. Capire, comprendere e migliorare. Ma coso significa migliorare? Cosa significa cambiare e cambiare cosa? A quale scopo? Domande che salgono alla mia mente a cui non ho risposta, e forse non ne ho bisogno. Accettazione ecco questo ha più senso.
Devi accettare quello che viene, anzi devi smettere di cercare di inseguire è provare a permettere. Mi piace questa parola “permettere”, permettere che nella tua vita arrivino le cose i sentimenti di cui hai bisogno per amare invece di aver paura. Rilassati, disattivati lascia fluire non può succedere nulla che può nuocerti. Ogni cosa è giusta è necessaria, per capire per crescere per espandere l’amore che provi. Non c'è nulla di pericoloso non c'è nulla di sbagliato in questa vita, tranne due cose, le uniche che forse non siamo in grado di capire, di accettare per limiti nostri, per limiti di cultura per limiti mentali: il distacco di coloro che ami, la separazione da persone amate. Quando perdi qualcuno perche aveva finito la sua corsa, perche aveva finito il suo compito. Oppure quando perdi qualcuno perche è andata cosi, perche qualcosa era sbagliato. Qualcosa non qualcuno. Nessuno è sbagliato! Ognuno ama come può. Ognuno vive come sa. Ognuno fa quello che può, con quello che ha, nel posto in cui si trova. Il meglio che può.
Stasera ho sentito musica ho sentito tamburi e cornamuse e vino e canti e balli, ho sentito l’odore del fuoco. La vita, il sorriso.
Ho cercato uno sguardo, un viso tra la folla che non c’era e non poteva esserci. Ho pensato agli eventi della vita. La vita che cambia la vita che prosegue sempre e continuamente. Ma quando ci renderemo conto che non c’è nulla di immutabile nella vita, che la vita stessa e una ruota che gira: giorno, notte, felicità, infelicità. I cambiamenti sono necessari, non c’è nulla di immutabile di fermo di statico. Ogni cosa cambia e può cambiare in ogni momento e devi essere pronto a modificare a cambiare tu stesso. A salutare chi se ne và e chi viene. A dire addio a coloro che ami e ad apprezzare coloro che ancora non ami e non conosci ma che conoscerai e che amerai, se solo te lo vorrai concedere.
Quando accetteremo che tutto cambia che tutti possono andarsene che niente è immutabile, quando accetteremo la bellezza della vita? Quando riusciremo a vivere il momento come fosse sempre l’ultimo? Allora non ci perderemo in sciocchezze. Non ci prenderemo troppo sul serio. Quando comprenderemo che la vita e l’universo non gira attorno a noi, ma che noi siamo un tutt’uno con l’universo. Forse allora, riusciremo a ridere e gioire di ogni piccola cosa. Del sole che ci scalda la pelle, della pioggia che bagna i raccolti, dell’aria fresca della sera, del sonno ristoratore, del risveglio ad un nuovo giorno, che può diventare un giorno nuovo, se solo lo vogliamo.
Allora perche rimpiangere qualcosa o qualcuno, perche rimpiangere gli sbagli? Forse non erano sbagli. Forse era la miglior cosa che potessimo fare in quel momento.
Dunque io penso che non possiamo permetterci di vivere una vita che non è la nostra, non possiamo permetterci di vivere una vita che non ci piace, che non ci soddisfa. Meglio lottare, meglio soffrire. Meglio vivere!

venerdì 17 giugno 2011

Corpo-mente-spirito

Non puoi lavorare su una e tralasciare l’altra. Semplicemente non funziona.

Per capire questo punto faccio uso di una metafora:

Abbiamo tre contenitori: nel primo c’è dell’acqua, nel secondo c’è del ghiaccio, nel terzo c’è del vapore. Di cosa stiamo parlando?  Di noi stessi.
Tre aspetti della stessa cosa.

Ora tutti sappiamo cos’è l’acqua e sappiamo anche che se la raffreddiamo otterremo  ghiaccio, quindi sempre acqua solo più fredda, ma sappiamo anche che se la riscaldiamo oltre una certa temperatura otterremo del vapore; ma è sempre acqua solo più calda.

Ora l’acqua è la nostra mente, il ghiaccio è il nostro corpo, il vapore è il nostro spirito.

Non mi soffermo sullo spirito sarebbe troppo lungo e non indicato in questo contesto per quanto sia tutto collegato. Ma parliamo di corpo e mente, acqua e ghiaccio.

Possiamo modificare uno senza ottenere dei risultati (positivi o negativi) nell’altro?  No, non possiamo farlo.

Se i ghiaccioli che troviamo sono sporchi di rosso ( il nostro corpo) possiamo deciderli di eliminarli, ma dopo poco ne troveremo altri e cosi via. E inutile eliminare i ghiaccioli sporchi perche è l’acqua (la nostra mente) che è sporca di rosso. Possiamo continuare tutta la vita a gettar via ghiaccioli sporchi ma non otterremo nulla.  Dobbiamo ripulire l’acqua, ripulire l’acqua, ripulire l’acqua.

Quindi lavora sulla tua mente, lavora su quello che credi, lavora dall’interno per ottenere pulizia all’esterno.

Uno dei modi per farlo è rivolgerti ad un Mental Coach come me, e farti aiutare (in ogni campo, sport-life-business) ma anche partecipare ad eventi formativi che ti aiuteranno a ripulire l’acqua.

Uno di questi si terrà a San Marino il 16-17 di luglio. Io ci sarò e porterò con me un gruppo di amici motivati a migliorare le loro vite in ogni campo.

Ci apprestiamo a vivere la due-giorni full immersion più importante in Italia del 2011 su PNL e Psicologia Positiva con due mostri sacri come Giorgio Nardone e Gabriel Guerrero.

Inside-Out. Non sarai felice quanto avrai ottenuto più successo. Otterrai più successo quando sarai felice

Vuoi essere dei nostri?

Contattami velocemente: pugliesefulvio@libero.it