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venerdì 21 febbraio 2014

LA STORIA DEL MARTELLO




Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide
di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo
vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un
pretesto ed egli ce l’ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa
qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile,
io
glielo darei subito. E perché lui no? Come si può
rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l’esistenza agli altri. E per giunta si
immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello.
Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino gli apre, e prima ancora che questo abbia il tempo di dire “Buongiorno”, gli grida: “Si tenga pure il suo martello, villano!”

La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze
di comunicazione tra i comunicanti. La punteggiatura riguarda l’interpretazione
che gli interlocutori danno alla loro comunicazione.
Se la comunicazione è interpretata erroneamente rischiamo di creare
problemi di relazione. Proprio com’è successo in questa storia

mercoledì 12 ottobre 2011

Lo stato d'animo del guerriero

La cosa più difficile al mondo e assumere lo stato d’animo di un guerriero. Non serve a nulla essere tristi, lagnarsi e sentire di essere giustificati nel farlo, credere che qualcuno ci faccia sempre qualcosa. Nessuno fa nulla a nessuno, tantomeno a un guerriero.

L’autocommiserazione non si addice al potere. Lo stato d’animo di un guerriero richiede il controllo su se stesso e al tempo medesimo richiede l’abbandono di se stesso.

Puoi spronare te stesso oltre i tuoi limiti se sei nello stato d’animo adatto. Un guerriero costruisce il proprio stato d’animo. È conveniente agire sempre in tale stato d’animo. Ti libera da tutto e ti lascia purificato.

Ci vuole lo stato d’animo del guerriero per ogni singolo atto, altrimenti si diventa deformati e brutti. Non c’è potere in una vita che manchi di questo stato d’animo. Guardati: tutto ti offende e ti turba. Ti lagni e ti lamenti e senti che tutti ti fanno ballare alla loro musica. Sei una foglia in balia del vento. Non c’è potere nella tua vita. Che brutta sensazione dev’essere!

Un guerriero calcola tutto. Questo è controllo. Ma una volta terminati i sui calcoli, agisce. Questo è abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento. Nessuno lo può spingere; nessuno può fargli fare nulla contro la sua volontà o contro il suo giudizio. Il guerriero è programmato per sopravvivere, e sopravvive nel migliore dei modi possibili.

Un guerriero potrebbe essere ferito ma non offeso. Per un guerriero non c’è nulla di offensivo negli atti dei suoi simili finché lui stesso agisce entro lo stato d’animo appropriato.

Lo stato d’animo del guerriero non è così impossibile per il tuo mondo né per il mondo di nessuno. Tu ne hai bisogno per sbarazzarsi di tutto quanto.

Raggiungere lo stato d’animo del guerriero non è cosa semplice. È una rivoluzione. Considerare uguali il leone, i topi d’acqua e i nostri simili è un magnifico atto dello spirito del guerriero. Per farlo ci vuole potere.

Ti devi assumere la responsabilità dell’essere qui, in questo mondo meraviglioso, in questo tempo meraviglioso. Devi imparare a far contare ogni tuo atto, dal momento che resterai in questo mondo solo per breve tempo, troppo breve in verità per assistere a tutte le sue meraviglie. Se non rispondi a questa sfida, è come se tu fossi morto.
Allora, se non pensi che la tua vita debba durare per sempre. Che cosa aspetti? Perché questa esitazione davanti al cambiamento.

lunedì 18 luglio 2011

Inside-out Giorgio Nardone 2

Continuando sull’intervento di Giorgio Nardone, spesso alla ricerca della “felicità”, usiamo metodi sbagliati o inutili. In altre parole cerchiamo nel posto sbagliato, essere consapevoli di questo aspetto ci può dare una grossa mano, come sempre la consapevolezza è la base per progredire, per migliorare per trasformare per cambiare.
Sono stato colpito da una metafora che Giorgio ha usato: un signore (che chiameremo Mario) ha perso la sua chiave di casa, e la cerca sotto alla luce di un lampione. La ricerca però, sembra vana ed inutile. Dopo un po’ di tempo un altro signore gentile, chiede a Mario cosa stia cercando. Al che Mario risponde: la chiave di casa. Allora il sig. gentile, si associa alla ricerca, cosi che sono in due a cercarla, però la ricerca risulta vana. Ad un certo punto il sig. chiede a Mario: ma è sicuro di averla persa qua sotto il lampione? Al che Mario dice no, l’ho persa laggiù, ma laggiù è troppo buio per cercarla.

Siamo NOI artefici del nostro destino, nel bene e nel male, che questo ci piaccia oppure no. Personalmente questa cosa mi piace molto. Ciò ci rende, oltre che creato, creatori. Creatori del nostro destino. D’altra parte si legge: “ siamo fatti a immagine di Dio”. Ognuno tragga poi le proprie conclusioni, qui non voglio entrare nel merito delle religioni o della religiosità. Per chi volesse approfondire, consiglierei di leggere “Conversazioni con Dio” di  Neale Donald Walsch.
Conversazioni con Dio - I Tre Dialoghi in un Unico VolumeDa non perdere
Un'altra cosa che mi ha colpito è che le persone si dividono in due gruppi:
1)      coloro che sono travolti dai sensi
2)       coloro che sono travolti dai pensieri.

Inoltre ci sono quattro percezioni di base:
1)      Paura: questo ci limita
2)      Rabbia: questa ci annebbia
3)      Dolore: questo ci blocca
4)      Piacere: questo ci travolge

Facciamo un esempio, quello della paura.
Se ho paura di una certa cosa, la evito in tutti i modi, cosi rimango nella mia zona di confort e sto bene. Ma cosa succederà la prossima volta che troverò quella cosa o quella situazione? Ne avrò ancora più paura. Sarà sempre peggio. Tentare di controllarla non serve a molto,  chiedere aiuto non serve perche avrò sempre bisogno di appoggio e aiuto, e quando non c’è? Paura.
L’unica cosa che serve è affrontarla e affrontarla finche non è più un problema. Oppure subirla e rimanere “limitati” a vita.
E questo che vogliamo? Dipende da noi.

La “felicità” è personale, non dipende dagli altri ma dipende solo da noi. Però non funziona se non è condivisa. In altre parole se non riesco a rendere felice un'altra persona NON posso essere “felice”IO.

Altra cosa importante: “la felicità non si misura dalle cose che hai, si misura dalle cose a cui puoi rinunciare”.
Questo personalmente mi fa molto riflettere.

Continueremo domani

sabato 16 luglio 2011

Inside-out Nardone Giorgio

In questo prima giornata di lavoro a San Marino, siamo rimasti “ipnotizzati” ad ascoltare Giorgio Nardone che con il suo tono “seduttivo” ci ha parlato della felicità.

Le cose che mi hanno colpito e che ho personalmente annotato nel mio taccuino si sintetizzano innanzi tutto sul fatto che la “felicità non è uno stato ma una conquista constante”.

Nardone ha citato M. Proust che dichiarò “Il vero viaggio non è vedere nuovi mondi ma cambiare occhi”, o come direi io, cambiare occhiali o punti di vista.

Un fatto importante da tener presente è che per essere felici abbiamo bisogno del contrasto o meglio dell’alternanza dello stimolo. In pratica “non c’è niente di peggiore di una serie di giorni felici”.
La stesse cose che ci rendono felici, se eseguite con continuativa osservanza, ci ottundono la felicità.
In pratica nel tempo non ci danno più quello stato emozionale che avevamo all’inizio.

Nardone ha citato l’esperimento dei topolini: lasciando al topolino maschio la stessa femmina dopo un po’ si annoia e smette di accoppiarsi, cambiando di continuo la topolina femmina, il topolino continua l’accoppiamento a sfinimento.

Una cosa è sicura: “la felicità va costruita come un abito su misura per ognuno di noi”.
Ma ci sono dei fatti che ritornano regolarmente e devono essere tenuti presenti, e cioè: il primo passo deve essere assumermi la responsabilità di cambiare me stesso, tutti coloro che incolpano gli altri sono nella via dell’ignoranza.
Siamo tutti vittime di una percezione alterata. Vittime di autoinganni che regolarmente usiamo.

La consapevolezza dell’autoinganno però può essere usata come una risorsa piuttosto che un demone. E cambiando me stesso posso ottenere (come un virus) un contagio che aiuti a migliorare le persone che mi stanno attorno.

continueremo domani

lunedì 20 giugno 2011

Riflessioni di una sera di mezza estate!

Stasera mi sono chiesto a cosa serve un blog? E la mia riposta è stata ha mettere per iscritto alcuni tuoi pensieri. Di che tipo? Quelli che escono, quelli che senti, quando senti di dover scrivere.
Scrivere. Scrivere è molto diverso da pensare, è molto diverso da dire. Scrivere ti dà un'altra consapevolezza. Senti di dover scrivere e metti giù idee di getto e non sei tu a pensarle, è quello che ti viene e ciò che arriva dal tuo inconscio. E ciò che hai dentro e non ci può più stare, deve uscire.
Considerazioni che getti sulla tastiera, considerazioni che hai bisogno di espandere. Cosa vuol dire espandere? E quello che ho scritto e quello che esce; non lo so.
Ma stasera dopo aver “vissuto” il presente, si dopo aver goduto della sincronia del fare e immaginare, dello stato di fluo, dove tutto è perfetto, dopo aver assaporato il gusto della sconfitta e della vittoria, dopo aver ringraziato per quello che hai e per quello che non hai, dopo aver capito che non puoi godere delle vittorie se non provi le sconfitte. Che non puoi apprezzare il sole se non provi il buio. Stasera che mi sono sentito giovane e vecchio, felice e infelice, stasera che ho goduto della musica e del cibo e del vino. Che ho apprezzato cose che si danno per scontate. Stasera, serata particolare dove tutti i nodi vengono al pettine. Dove capisci che ci sono solo due sentimenti che puoi apprezzare o temere: paura e amore. Amore e paura. E che non c’è nulla che si discosti da ciò, che tutto il resto sono solo sottoprodotti di queste due variabili. Nella vita hai paura o ami, hai paura o provi amore. Tutto ciò che è difesa che è protezione è paura, tutto ciò che è crescita che è espansione è amore. Possiamo solo crescere espanderci o proteggerci. Possiamo solo crescere o chiuderci. Non c’è altro, non esiste altro. Ieri, oggi, domani. Non esiste ieri non esiste domani. Esiste solo ora, adesso. Sincronia. Il segreto è vivere, vivere il momento vivere l’attimo. Apprezzare, le piccole cose della vita, che piccole non sono. Il momento presente tutto ciò che è, tutto ciò che conta. E se le cose non accadono per caso? Certo che non accadono per caso! Ogni cosa ha uno scopo. Crescere, espanderci, allargarci. Capire, comprendere e migliorare. Ma coso significa migliorare? Cosa significa cambiare e cambiare cosa? A quale scopo? Domande che salgono alla mia mente a cui non ho risposta, e forse non ne ho bisogno. Accettazione ecco questo ha più senso.
Devi accettare quello che viene, anzi devi smettere di cercare di inseguire è provare a permettere. Mi piace questa parola “permettere”, permettere che nella tua vita arrivino le cose i sentimenti di cui hai bisogno per amare invece di aver paura. Rilassati, disattivati lascia fluire non può succedere nulla che può nuocerti. Ogni cosa è giusta è necessaria, per capire per crescere per espandere l’amore che provi. Non c'è nulla di pericoloso non c'è nulla di sbagliato in questa vita, tranne due cose, le uniche che forse non siamo in grado di capire, di accettare per limiti nostri, per limiti di cultura per limiti mentali: il distacco di coloro che ami, la separazione da persone amate. Quando perdi qualcuno perche aveva finito la sua corsa, perche aveva finito il suo compito. Oppure quando perdi qualcuno perche è andata cosi, perche qualcosa era sbagliato. Qualcosa non qualcuno. Nessuno è sbagliato! Ognuno ama come può. Ognuno vive come sa. Ognuno fa quello che può, con quello che ha, nel posto in cui si trova. Il meglio che può.
Stasera ho sentito musica ho sentito tamburi e cornamuse e vino e canti e balli, ho sentito l’odore del fuoco. La vita, il sorriso.
Ho cercato uno sguardo, un viso tra la folla che non c’era e non poteva esserci. Ho pensato agli eventi della vita. La vita che cambia la vita che prosegue sempre e continuamente. Ma quando ci renderemo conto che non c’è nulla di immutabile nella vita, che la vita stessa e una ruota che gira: giorno, notte, felicità, infelicità. I cambiamenti sono necessari, non c’è nulla di immutabile di fermo di statico. Ogni cosa cambia e può cambiare in ogni momento e devi essere pronto a modificare a cambiare tu stesso. A salutare chi se ne và e chi viene. A dire addio a coloro che ami e ad apprezzare coloro che ancora non ami e non conosci ma che conoscerai e che amerai, se solo te lo vorrai concedere.
Quando accetteremo che tutto cambia che tutti possono andarsene che niente è immutabile, quando accetteremo la bellezza della vita? Quando riusciremo a vivere il momento come fosse sempre l’ultimo? Allora non ci perderemo in sciocchezze. Non ci prenderemo troppo sul serio. Quando comprenderemo che la vita e l’universo non gira attorno a noi, ma che noi siamo un tutt’uno con l’universo. Forse allora, riusciremo a ridere e gioire di ogni piccola cosa. Del sole che ci scalda la pelle, della pioggia che bagna i raccolti, dell’aria fresca della sera, del sonno ristoratore, del risveglio ad un nuovo giorno, che può diventare un giorno nuovo, se solo lo vogliamo.
Allora perche rimpiangere qualcosa o qualcuno, perche rimpiangere gli sbagli? Forse non erano sbagli. Forse era la miglior cosa che potessimo fare in quel momento.
Dunque io penso che non possiamo permetterci di vivere una vita che non è la nostra, non possiamo permetterci di vivere una vita che non ci piace, che non ci soddisfa. Meglio lottare, meglio soffrire. Meglio vivere!

venerdì 17 giugno 2011

Corpo-mente-spirito

Non puoi lavorare su una e tralasciare l’altra. Semplicemente non funziona.

Per capire questo punto faccio uso di una metafora:

Abbiamo tre contenitori: nel primo c’è dell’acqua, nel secondo c’è del ghiaccio, nel terzo c’è del vapore. Di cosa stiamo parlando?  Di noi stessi.
Tre aspetti della stessa cosa.

Ora tutti sappiamo cos’è l’acqua e sappiamo anche che se la raffreddiamo otterremo  ghiaccio, quindi sempre acqua solo più fredda, ma sappiamo anche che se la riscaldiamo oltre una certa temperatura otterremo del vapore; ma è sempre acqua solo più calda.

Ora l’acqua è la nostra mente, il ghiaccio è il nostro corpo, il vapore è il nostro spirito.

Non mi soffermo sullo spirito sarebbe troppo lungo e non indicato in questo contesto per quanto sia tutto collegato. Ma parliamo di corpo e mente, acqua e ghiaccio.

Possiamo modificare uno senza ottenere dei risultati (positivi o negativi) nell’altro?  No, non possiamo farlo.

Se i ghiaccioli che troviamo sono sporchi di rosso ( il nostro corpo) possiamo deciderli di eliminarli, ma dopo poco ne troveremo altri e cosi via. E inutile eliminare i ghiaccioli sporchi perche è l’acqua (la nostra mente) che è sporca di rosso. Possiamo continuare tutta la vita a gettar via ghiaccioli sporchi ma non otterremo nulla.  Dobbiamo ripulire l’acqua, ripulire l’acqua, ripulire l’acqua.

Quindi lavora sulla tua mente, lavora su quello che credi, lavora dall’interno per ottenere pulizia all’esterno.

Uno dei modi per farlo è rivolgerti ad un Mental Coach come me, e farti aiutare (in ogni campo, sport-life-business) ma anche partecipare ad eventi formativi che ti aiuteranno a ripulire l’acqua.

Uno di questi si terrà a San Marino il 16-17 di luglio. Io ci sarò e porterò con me un gruppo di amici motivati a migliorare le loro vite in ogni campo.

Ci apprestiamo a vivere la due-giorni full immersion più importante in Italia del 2011 su PNL e Psicologia Positiva con due mostri sacri come Giorgio Nardone e Gabriel Guerrero.

Inside-Out. Non sarai felice quanto avrai ottenuto più successo. Otterrai più successo quando sarai felice

Vuoi essere dei nostri?

Contattami velocemente: pugliesefulvio@libero.it

martedì 10 maggio 2011

Il monaco che vendette la sua Ferrari

Julian Mantle è un avvocato di grido, potente, ammirato, ma anche incalzato dallo stress, dal bisogno di nuove esperienze da uno strisciante sentimento di insoddisfazione. Quando un attacco cardiaco lo costringe a fermarsi la sua vita subisce una svolta: Julian lascia tutto – compresa la sua amata Ferrari, simbolo del suo successo – e parte per l’Himalaya. Quando torna è un altro uomo: vitale, saggio, libero, felice. E un uomo nuovo, che ha scoperto un segreto e vuole condividerlo con il mondo……
Il monaco che vendette la sua Ferrari è un affascinante parabola sulla scelta su cui si trovano di fronte gli uomini e le donne che ogni giorno si sentono soffocati dalla fretta, dagli impegni, dal bisogno di senso. Un romanzo che racconta quella sintesi di saggezza orientale e di regole occidentali per la riuscita personale che sono alla base della ricetta Robin Sharma, che già conoscete con “Il leader che non aveva titoli”, per una nuova vita consapevole e felice.

In questo libro troverete ad ogni capitolo il riassunto delle tecniche e delle idee di Robin condensate in una pagina.

Leggerete dell’importanza di isolarsi per 15 minuti al giorno per far riposare la mente nella quiete, leggerete dell’importanza del respiro, leggerete del fondamentale bisogno di leggere e arricchire la mente tutti i giorni, leggerete dell’importanza di pensare, leggerete di una malattia molto diffusa che si chiama “scusite”. E smetterete di trovare scuse trovando il tempo per fare.

Il monaco che vendette la sua Ferrari è una favola spirituale “Un’affascinante storia che insegna e incanta al tempo stesso”.

Uno di quei libri che vi consiglio di far entrare nella vostra biblioteca.

Il Monaco che Vendette la sua FerrariDa non perdere

martedì 12 aprile 2011

Il leader che non aveva titoli

L’ultimo giorno della tua vita tutto ciò che veramente conta è che tu sia riuscito a conoscere il tuo leader interiore e nel caso ci sia riuscito,che tu abbia avuto il coraggio di permettergli di offrire i suoi doni al mondo intorno a te.
Questo è più o meno lo scopo principale della vita.

In questo fantastico romanzo che romanzo non è, Blake incontra Tommy nel momento più buio della sua inutile vita e Tommy lo aiuterà a vedere chiaro e a cambiarla per sempre.

Lo farà in molti modi diversi e incomincerà facendolo entrare in una tomba appena scavata e dal basso di questa tomba, facendogli leggere una tavoletta di pietra il cui titolo è:

“I 10 rimpianti dell’uomo”.

1) Raggiungere il tuo ultimo giorno con la meravigliosa canzone che la tua vita avrebbe dovuto cantare ancora silenziosa dentro di te.
2) Raggiungere il tuo ultimo giorno senza aver mai provato il potere personale che vive in te per svolgere un gran lavoro e realizzare grandi cose
3) Raggiungere il tuo ultimo giorno e renderti conto di non aver mai ispirato nessun altro con il tuo esempio
4) Raggiungere il tuo ultimo giorno pieno di dolore nel realizzare di non aver mai corso dei rischi audaci e quindi non aver mai ricevuto nessuna bella ricompensa
5) Raggiungere il tuo ultimo giorno e capire di aver perso l’opportunità di scorgere il comando perchè hai creduto alla bugia di essere destinato alla mediocrità
6) Raggiungere il tuo ultimo giorno e sentirti spezzare il cuore per non aver mai imparato l’arte di trasformare l’avversità in vittoria e il piombo in oro
7) Raggiungere il tuo ultimo giorno e rimpiangere di aver dimenticato che il lavoro vuol dire essere radicalmente d’aiuto agli altri piuttosto che essere d’aiuto a te stesso
8) Raggiungere il tuo ultimo giorno con la consapevolezza di aver finito col vivere la vita che la società ti ha addestrato a volere, invece di condurre la vita che volevi realmente avere.
9) Raggiungere il tuo ultimo giorno e accorgerti che non hai mai realizzato il meglio assoluto di te, nè hai mai toccato il genio speciale che eri strutturato a diventare.
10) Raggiungere il tuo ultimo giorno e scoprire che avresti potuto essere un leader e lasciare un mondo migliore di quello che avevi trovato. Ma hai rifiutato di accettare questa missione perchè avevi troppa paura. Così hai fallito, sprecato una vita.


Blake si rende conto ad un tratto che ciascuno di noi si crea da solo la vita che si ritrova a vivere.
Ed è in quel momento che qualcosa di molto profondo in lui cambia.
Finalmente “capisce”. Promette a se stesso che cambierà radicalmente la sua vita. In quel momento, assonnato e sporco dall’interno di una tomba, Blake smette di trovare scuse e fa un passo deciso verso quello che è il suo meglio. Perchè capisce che l’inferno in terra non è altro che finire in questa tomba, permettere a questi dieci rimpianti di riempirti il cuore proprio prima di morire. Il vero strazio dell’uomo è raggiungere i suoi attimi finali e rendersi conto di aver sprecato il dono più importante che gli sia stato dato: la possibilità di presentare la propria magnificenza al mondo attorno a sè.

“Una favola moderna sul vero successo nel business e nella vita”

Un libro che non può mancare nella biblioteca di colui che anela all’eccellenza e al vero successo nella vita. Emozionante e avvincente. Diverso, perchè scritto in una forma particola: quella del romanzo che una volta concluso, ti lascia pensare e rimettere in gioco tutto quanto!

Robin Sharma è uno degli esperti di leadership più rispettati del mondo. Si è dedicato alla missione di aiutare le organizzazioni a sviluppare le persone a essere Leader Senza Titoli e ad essere così vincenti. I suoi libri sono in cima alle classifiche dei bestseller internazionali con milioni di copie vendute in più di settanta lingue e sono letti dalle rockstar ai CEO più famosi del mondo.


Il Leader che non Aveva Titoli

lunedì 28 marzo 2011

Il respiro di Max Damioli

Giornata pazzesca ieri alla giornata esperenziale di respiro che in realtà si intitola: “Respira a fondo, Ridi di gusto” che si è tenuta a Trieste.
Conoscevo Max Damioli il “facilitatore” (come lo chiamano alla scuola Skills di respiro) nonché fondatore della scuola Skills solo per telefono e mail, avevo sentito parlare di Max da Beppe Vercelli di Psycosport (Isef, Torino) con cui collabora; ma conoscerlo di persona è stato in qualche modo divertente e illuminante nello stesso tempo. http://www.damioli.net/

Soprattutto la giornata di respiro è stata illuminante. Stamattina ripetendo la tecnica appena sveglio per soli 3-4 minuti (ma ne bastano 2) mi sono ritrovato a farmi la colazione ridendo di gusto, e giuro non so il perche. Semplicemente avevo voglia di ridere. Certamente il respiro è la “droga” legale e sana più potente che io (ora) conosca!

Ma torniamo a ieri, questa è stata la mia esperienza soggettiva: dopo una serie di piccoli test e prove di respiro, dopo l’analisi del respiro che Max ha eseguito su ognuno di noi, si arriva al momento clou della giornata. Max ci spiega che quello che arriverà sarà un treno in corsa e che noi saremo davanti alla galleria, lo vedremo arrivare e potremmo solo fare due cose “tenere duro e cercare di fermarlo o farci passare attraverso come se fossimo un fantasma”. Ovviamente la seconda opportunità è quella da tenere la prima non paga! Ci raccomanda di continuare a respirare qualunque cosa succeda, anche se il cielo si apre e vedete il vostro Dio scendere o qualunque altra cosa. Un po’ preoccupato lo sono, certamente!

Incomincia la sessione, respiro, respiro, respiro: il mio dialogo interno sta dicendo “non ho paura di te, qualunque cosa tu sia e qualunque cosa tu voglia farmi, non ho paura di te, ti aspetto sono qua. Arriva il treno, le mia mani si tetanizzano, le mie gambe si bloccano, mi si alza il labro superiore e m’immagino a terra in quello stato (che io non riesco naturalmente a vedere). Rido e piango nello stesso tempo, con la bocca paralizzata sto ridendo in una strana smorfia e sento scendere le lacrime sulle mie guance. Devo essere pauroso, faccio fatica a tenere aperta la bocca perche ho il viso paralizzato, ma continuo a ripetere, tutto qua tutto qua, puoi fare di meglio (non ho idea con chi stessi parlando), è il meglio arriva! Sto soffrendo veramente, cerco di dire a Max che sto malissimo, ma faccio fatica anche solo a sussurrare, e lui mi mette un naso da pagliaccio e mi dice che io sono un “duro” che quello che mi sta succedendo non è nulla, è solo “un illusione” e basta che mi rilassi, continua a respirare e passerà!

Ad un certo punto mollo, non nel senso che mollo di respirare, solo il mio dialogo interno dice: ok hai vinto fa male, mollo, dimmi cosa devo fare, hai vinto! E il dolore passa, passa quasi subito, anche se resto completamente bloccato. Arriva il bello, mi ritrovo in un posto meraviglioso, sono nell’acqua è calda e c’è un tramonto bellissimo, poi sono sott’acqua ma respiro, poi indietro nel tempo e il posto dove vado non ve lo dico, è e rimarrà una cosa personale, ma sto benissimo ed il relax e totale! E finita la sessione, ho respirato per un’ ora (1 ora) e non me ne sono accorto, è passato molto veloce devo essere stato in una trance profonda ed il tempo non esisteva più. Comincio a muovere le dita dei piedi poi provo con le mani, sono ancora in tetania, ma mi sciolgo piano piano. Sto bene ed è finita, mi dispiace. Vedo visi stralunati gente attorno a me che mi guarda stupefatta con il viso radioso. Tutto questo è molto “strano” ma come dice Max “normale non esiste”.Ognuno ha la sua mappa il suo mondo che per lui è normale!

Siamo tutti felici e soddisfatti di aver fatto questa esperienza, chi per un motivo chi per un altro. Chi userà quello che ha imparato per migliorare la sua vita, chi anche per migliorare il suo essere “atleta” le sue prestazioni sportive, miglior ossigenazione miglior smaltimento dell’acido lattico, recuperi post gara e allenamento più veloci ecc.
Il bello è che ognuno di noi potrà replicarlo nella propria casa, da solo o in compagnia. Ultime raccomandazioni di Max: mai in acqua senza una persona che vi assista, mai alla guida della propria macchina ecc. Infine ci dice: stasera per chi farà sesso sarà uno spettacolo e dormirete come non avete mai dormito prima. La cosa mi piace!
Stamattina dopo i miei 3-4 minuti di respiro e la colazione eccomi qua a scrivere la mia esperienza.
Prossime giornate di respiro? Porterò Max a Trento, preparatevi non mancate ve lo consiglio di cuore e se nel frattempo volete approfondire, leggete il suo libro.

Il Libro del RespiroDa non perdere

lunedì 21 marzo 2011

Tony Robbins e la PNL

Alcuni anni fa in un momento cruciale della mia vita mi ritrovai in mano alcuni libri che parlavano di Pnl e di coach del calibro di Richard Bandler (cooideatore della PNL) di Owen Fitzpatrich (autore che mi piace molto) e appunto di Antony Robbins. Mi ero già interessato di psicologia sportiva in passato e l'avevo usata su di me come atleta, ma mai come coach o allenatore sui miei atleti (dato che mi guadagno da vivere in questo modo). Ora però la PNL era arrivata a me. E quello che leggevo mi piaceva molto, moltissimo. Pensai che potevo usarla su di me, nella mia vita, e nello sport per aiutare i miei atleti. Per tanto incomincia a frequentare il "mondo della Pnl" ed i corsi di alcuni coach italiani piuttosto "famosi", Alessio Roberti, Livio Sgarbi ecc. E poichè per arrivare alla specializzazione in coaching sportivo bisogna seguire un percorso comune mi sono interessato anche al Life, ovvero a quella parte della Pnl che si occupa di psicologia del cambiamento. Oggi posso dire che amo seguirne entrambi i filoni, anche perche credo, che lo sport e la vita hanno moltissime cose in comune, o meglio, lo sport non è altro che una metafora della vita!
Tra tutti gli scrittori quello che ho amato di più è senz'altro Tony Robbins. E stato quello che mi ha fatto capire più velocemente quello che avevo in mano, quanto semplice sia il cambiamento "quando sai come farlo". Oltre a tutto ciò, in ogni conferenza piuttosto che corso piuttosto che seminario sulla Pnl, sentirete sempre parlare di Tony. Ma per chi non lo conoscesse ancora chi è?
Grande motivatore, è uno dei formatori più famosi e importanti nel settore dello sviluppo delle risorse umane, della PNL e del NAC (Condizionamento Neuro-Associativo). Ha scritto libri di successo ed è conosciuto in tutto il mondo. Robbins è stato consulente del Presidente degli Stati Uniti, di Michael Gorbaciov, di Andrè Agassi, e di molti dirigenti delle più importanti aziende americane. Milioni di persone di tutto il mondo traggono beneficio dai suoi insegnamenti e i suoi seminari in America, Europa, Australia ed Asia sono sempre un successo.
Per questo motivo voglio consigliare a tutti quelli che in ogni ambito della loro vita vogliono cambiare e migliorare, di leggere i libri di Tony.

Eccone un paio che fanno parte della mia enorme biblioteca di Pnl, coaching e psicologia del cambiamento.

Vi auguro una buona lettura e sopratutto la volontà di mettere in pratica ciò che imparerete!

Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli AltriDa non perdere
Come Migliorare il Proprio Stato Mentale, Fisico, FinanziarioBuono
Tony Robbins Live a Rimini! - Posto Executive